Addii low cost: “turisti del divorzio” in Romania

Sposarsi, non amarsi più e dirsi addio: un iter che in Italia può richiedere diversi anni (tre di norma, molti di più se gli ex coniugi non sono d’accordo) e svariate migliaia di euro (oltre seimila nei casi più difficili), ma che nella vicina Romania si compie in appena sei mesi e per una cifra che oscilla fra i 1.500 e i 1.700 euro.

Non stupisce dunque che sempre più coppie tricolori (il 30% secondo i calcoli dell’associazione avvocati matrimonialisti italiani) volino a Timisoara, ma anche nel distretto di Arad in Transilvania, per porre fine al matrimonio, sfruttando le nuove norme della UE che consentono di divorziare legalmente in tutti i Paesi dell’Unione. Li chiamano “turisti del divorzio” e la Romania è diventata la loro “terra promessa”, perché qui le separazioni sono “low cost e last minute”, come recitano le pubblicità ad hoc.

«Per accedere al nostro Tribunale civile», ha raccontato l’avvocato Claudia Rozina Chereches del foro di Arad al Corriere della Sera, «bisogna far stipulare alla coppia un contratto di affitto a tempo indeterminato, con la clausola che lo si possa sciogliere in ogni momento, con un preavviso di 30 giorni. Una volta registrato, si è residenti e dopo un mese inizia la pratica alla judicatoria. Dopo sessanta giorni c’è la prima udienza, nella quale potrebbe già essere pronunciata la sentenza di divorzio, mentre per la sentenza scritta bisogna aspettare un altro mese, ma basta che i clienti mi firmino una delega a procedere e lo faccio io. La spesa? Circa 600 euro per l’affitto, 100 per la procura e dagli 800 ai 1.000 per l’onorario». E nel conto finale è compreso anche il «titlu esecutorio internazionale»: ovvero, il prezioso documento che attesta che la sentenza è valida anche in Italia.

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